Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana nasce nel 1914 come Sezione Zooprofilattica presso l’Istituto Zootecnico Laziale di Roma. Nel 1935 la Sezione viene trasformata in Stazione Zooprofilattica Sperimentale di Roma, organizzata sotto forma di Consorzio Interprovinciale, come Ente Locale.

Il territorio di giurisdizione, dapprima laziale, si estende alla Toscana e la Stazione di Roma nel 1952, con Decreto del Presidente della Repubblica, assume come Ente la denominazione di Istituti Zooprofilattici Sperimentali del Lazio e della Toscana.

Fin dall’origine degli Istituti Zooprofilattici è valso il principio della gratuità delle prestazioni diagnostiche e di assistenza tecnica.

A partire dagli anni ’80 è andato completandosi il processo di crescita dell’Istituto con un impegnativo lavoro di reimpostazione, scandita attraverso una specifica ridefinizione sulla base dell’evoluzione e dello sviluppo dei diversi settori di diagnostica e di ricerca.

Attualmente l’Istituto si occupa di ricerca, sperimentazione e diagnosi delle malattie degli animali e delle zoonosi, del controllo della salubrità degli alimenti di origine animale e dei mangimi, della ricerca dei contaminanti negli alimenti, di farmacoviglianza, di sorveglianza epidemiologica, di ricerca corrente e finalizzata, di cooperazione internazionale.L’organizzazione attuale prevede l’esecuzione dei diversi tipi di attività nei laboratori della sede centrale e delle otto sezioni provinciali dislocate nelle Regioni Lazio e Toscana. In complesso il personale addetto supera le 400 unità. Il finanziamento dell’Ente deriva da quota parte del Fondo sanitario nazionale, dalle entrate per i piani di risanamento delle malattie del bestiame, da progetti di ricerca finanziati da Unione Europea, Stato e Regioni, da introiti per prestazioni a favore di enti e di privati. Oltre alle attività istituzionali sopra menzionate, all’Istituto è stato affidato dal Ministero della salute il compito di istituire Centri nazionali di referenza e dalle Regioni Lazio e Toscana laboratori di eccellenza sulla base di professionalità altamente specialistiche riconosciute. Nel corso di questo quinquennio si sono dovute affrontare emergenze a carattere epidemico (BSE, scrapie, West Nile, Bluetongue) ed emergenze da contaminazione di alimenti. L’Istituto e le Sedi territoriali, avendo adeguato i propri servizi alle norme UNI CEI EN ISO/IEC 17025, al fine di fornire risultati di laboratorio e prestazioni qualificate, riconosciute ufficialmente anche dai Paesi terzi, ha attivato una politica della Qualità orientata alla soddisfazione delle aziende, esercizi ed operatori che usufruiscono dei servizi forniti.